18 luglio 2016

Impressionismo ...




L’impressionismo nacque a Parigi 
nella seconda metà dell’ottocento.
Si diffuse anche in Europa, 
ma il movimento ebbe breve durata:
terminò, infatti, nei  primi anni del ‘900.
L’impressionismo trae origine da una famosissima tela di Claude Monet: “Impressione: Levar del Sole”:  
tela nella quale Manet 
ha catturato l'istante dell'alba 
in cui il sole si rispecchia nell’ acqua. 
Colore e tecnica pittorica sono davvero nuovi.
È  così chiamato 
perchè il nuovo stile della pittura 
vuole essere l’espressione 
di ciò che colpisce in quel momento. 
I colori, le luci, le ombre, 
l’impressione, l’emozione che l’artista coglie...  
 l’attimo che percepisce e che immortala 
con tocchi di colore... 
colore intenso... non in senso assoluto ... 
la pittura basata sul contrasto 
tra colori complementari. 
Il tutto, rispettando la verità 
e restando fedeli alla natura.
La vita all’esterno, i momenti della quotidianità. 
Visioni ed emozioni 
che provengono 
dall’ambiente in cui è avvolto, 
un’ istantanea carica di autenticità.
I post impressionisti aggiunsero a questo, 
una tecnica di pittura più attenta, definita ... 
uno stile più personale.

Berthe Morisot -Young Girl Putting on Her Stockings
Berthe Morisot - Femme à sa toilette
Pierre August Renoir - La loge
Pierre August Renoir - Mouline de la Galette
Claude Monet - Impression soleil
Claude Monet - Camille Monet and Her Son 
 

Edgar Degas - At the Milliners
Edgar Degas - Dancer on the Stage
Alfred Sisley - Flood at Pont-Marley

Alfred Sisley - Neige a Louveciennes
Camille Pissarro - La Route de Louveciennes
Camille Pissarro - Boulevard Montmartre
 Édouard Manet - Bar aux Folies Bergère
 Édouard Manet - Au cafè
Childe Hassam - Rainy Day
Childe Hassam - Champs Elysées

9 luglio 2016

Ma quanto ci piace Henning Baum !





Attore tedesco interprete di numerosi film per la TV, Henning Baum meglio conosciuto come  Mick Brisgau della serie tv Last Cop – L’ultimo sbirro.
Nei panni di Mick ci sta a pennello.
Questo armadio di uomo, dall'aspetto ruspante e dal fare schietto, a volte irruento, burbero, ma di una tenerezza unica.
Un bell'omone, molto, molto tenero.  
 Con occhi e sguardo davvero unici !




20 maggio 2016

Fortuna che c’è Facebook (si fa per dire...)


Ho la vaga sensazione che trascorrere ore ed ore al computer, al tablet o al cellulare per Facebook, Twitter, Blog personali o altri social network sia dettato da quel bisogno inconscio di amore, di attenzione, di partecipazione; di quel legame primordiale, biologico, che ci lega ad un altro essere. 
Quel cordone ombelicale, con il resto del mondo, che non vorremmo mai tagliare, quando invece la vita frenetica e la stanchezza ci tolgono il tempo e la giusta propensione  verso gli altri, senza poter vivere, di conseguenza, i momenti della giornata in modo totale sotto l’aspetto emotivo, o comunque non abbastanza o nel modo desiderato.

Gli esseri umani, non possiamo negarlo, sono molto, ma molto vari.  Ci sono i saccenti, i facoltosi, i frustrati, i depressi, i timidi, gli ambigui, i solitari, gli emarginati, gli sfigati, i complessati, i perseguitati, i delusi, e così via... e relazionare con altri, oltretutto, non è sempre facile.

Ed ecco, invece, che attraverso Facebook, Twitter, Blogger o altri servizi di rete si può entrare in scena, restando se stessi o creandosi un personaggio, ed avere amici, follower e lettori senza fine.
Si può creare un’altra identità, si può barare, si può giocare appropriandosi di una natura non propria ( indole, sentimenti, cultura, aspetto fisico … ); si può entrare nella vita privata degli altri, nelle vicende più o meno personali: cosa si fa, cosa si pensa, dove si va, dove si è stati ...  foto, immagini, pensieri, dediche … 
Tutti sanno “tutto di tutti”, e il gioco è fatto. Nessuno chiede spiegazioni.

Privacy ? Ma chi se ne fotte ! Si è tutti sulla stessa barca! Io so di te, tu sai di me.
Un “grande fratello” potremmo dire. Apro la mia vita privata a te ... e da te fa il giro del mondo.
Ci si diverte così. È un gioco, una passione che prende e che intriga.
In un certo senso una sorta di rivincita verso tutti e tutto. Finalmente si può condurre il gioco come si vuole, dietro un monitor o uno smartphone si fa, si dice e si mostra ciò che si vuole. Direi che in qualche modo cresce l’autostima perché ci si sente importanti. La possibilità di apparire e di mostrare la parte migliore di sé inorgoglisce non poco.

E dietro questo gioco sottile, che attira come una calamita, vitale come l’ossigeno, c’è un immenso bisogno dell’altro, c’è la necessità di confermare che “si é”, una sorta di club di “auto-aiuto”.
Non si è il solitario, non si è l’emarginato o lo sfigato … “Si é”, e se ne ha la riprova ogni momento che si desidera.
Si fa parte di un sistema che annulla ogni distanza, avvicina tutti come una grande famiglia, seppure in modo virtuale. 


Condividere, partecipare, sorridere, imprecare, offendere, obiettare, consolare, sostenere...,  secondo le circostanze e gli eventi, uno scambio a due, tre, migliaia... vicini, lontani, oltreoceano ... così che quel cordone ombelicale che sembrava ormai dissolto, creando quella sorta di profondo abbandono, in questo mondo, dove tutto è in corsa e dove ognuno sembra pensare solo a se stesso, “si è”, si fa parte del microcosmo, che a sua volta si amplifica  e cresce, lega, e si allarga sempre più.

Giusto o sbagliato il modo di approcciarsi o di relazionare, questi sono i nostri tempi. Ogni generazione, nel bene e nel male, volente o nolente, vive il tempo che è.
Gli indiani mandavano messaggi di fumo, gli indigeni segnali con i tamburi …

In tutto questo, l’essenziale è che ogni cosa sia sotto controllo, e che il meccanismo non prenda il sopravvento e prevarichi i presupposti sanciti all’origine del sistema, perché in questo caso la faccenda potrebbe nuocere a qualcuno. 
E tutto, con un solo clic,  in una frazione di secondo !