12 maggio 2018

Jennifer Aniston e Brad Pitt






Ritorno di fiamma ?

Non sappiamo...chissà! ?
Mi piacciono davvero tanto, ma ...
potrei dire che: "Mi piace Jennifer Aniston e, ancor più, mi piace con Brad Pitt !", oppure "Mi piace Brad Pitt e, ancor più, con Jennifer Aniston !"



24 aprile 2018

In quella chiesetta


È in quella chiesetta antica 
che mi piace pregare. 
Tra le mura che parlano di fede 
le panche scricchiolanti e tarlate 
il dipinto sbiadito. 
Quell'odore di antico di tempo passato. 
È buio in quella chiesetta antica 
solo un flebile raggio di luce 
tiepido e sottile. 
C'è silenzio. 
Silenzio profondo. 
È solo il cuore a pregare.



31 marzo 2018

Il mughetto







Non ci sorprende che il mughetto simboleggi la felicità che ritorna, la fine di ogni pena e il ritorno della serenità, perchè è il fiore più soave che si possa immaginare.

Era noto come giglio di maggio o giglio delle valli.

Questo fiore veniva coltivato dai monaci per adornare l’altare ed era da loro chiamato "scala per il paradiso" per le minuscole campanelle disposte come gradini lungo lo stelo.


Secondo una leggenda cristiana i primi mughetti sarebbero nati dalle lacrime della Madonna versate ai piedi della croce e per questo il loro colore verginale simboleggia la Purezza.

Altra leggenda  racconta che ebbero origine dalle gocce cadute a terra del  sangue di  San Leonardo, vittorioso ma ferito, dopo un combattimento contro il diavolo.

E si dice che con le sue delicate campanelle bianche e il suo dolce e intenso profumo richiami l’usignolo a celebrare i suoi amori.




In Francia è il simbolo del primo di maggio. In questo giorno per le vie di Parigi tanta gente ha un mughetto in mano ... all’occhiello ... o su un abito.


I fiori di mughetto sono molto usati per comporre i bouquet delle spose in quanto considerati simbolo di fortuna e felicità; ma è anche il fiore per festeggiare riconciliazioni con vecchi amici o amori ritrovati.






Utilizzato nella cosmesi e profumeria è inconfondibilie il suo profumo.








15 febbraio 2018

Questo è "il mare" che amo


Non il mare dalle spiagge affollate, prese d’assalto nei giorni di festa, dagli ombrelloni stipati con sdraio e lettini appaiati, dove le vicende familiari, e spesso quelle degli altri, alimentano il chiacchiericcio femminile. 
Non le spiagge piene di bambini schiamazzanti e capricciosi, e ragazzi rumorosi, insolenti e scurrili. 
Non le spiagge con bubblicità urlante e venditori ambulanti sempre più numerosi. 

Non questo mare.




“Il mare” che amo, è quello dalle spiagge vuote, deserte e silenziose. 
Il mare, quando l’orizzonte delimita l’incantevole azzurro del cielo o quando è un tutt’uno con esso. L’orizzonte esteso e lontano. 
Il mare, vicino e infinito.
Quando guardarlo fa spaziare i pensieri, trasportando la mente in una dimensione quasi surreale, fuori tempo e fuori spazio, che cattura e avvolge, quasi ne facessimo parte.


O quando il silenzio, lasciando l’onore al fragore delle onde che rapiscono, assieme al sapore della salsedine, per raggiungere quelle percezioni infinitesimali dei sensi, che diventano vive e immense, da penetrare ogni cellula del corpo.

Non il mare dall’acqua sporca, torbida e ridondante di alghe, schiuma e quant’altro dove adulti e bambini,  ammucchiati e incuranti stanno in ammollo.
Non questo mare.

“Il mare” che amo è il mare limpido, trasparente e cristallino, circondato da una natura selvaggia e incontaminata. 
È camminare sulla sabbia a piedi nudi e raccogliere conchiglie.



“Il mare” che amo è il mare grigio e assopito d’inverno.
Misterioso e nascosto da nebbia.
È anche il mare in burrasca che amo. Quando il fragore delle onde e l’odore di salsedine raggiungono il massimo trionfo, quasi a voler ostentare tutta la forza e tutta l’imponenza che lo contraddistingue.




È l'aurora sul mare o il tramonto sul mare.
È con nuvole bianche o nuvole grigie, leggera brezza o vento forte, gabbiani o arcobaleni.

È una casa su una scogliera o a ridosso della spiaggia per poter "vivere" il mare.


Questo è il "mio" mare.


31 gennaio 2018

... da Pablo Neruda


Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.

9 gennaio 2018

I naif di Cellia Saubry


Sono i colori, lo stile naif interessante e gioioso,
ciò che l’artista Cellia Saubry esprime nei suoi dipinti.
Vengono raffigurati perlopiù scorci di Parigi e Provenza.
  Quotidianità e paesaggi che regalano serenità
e particolare piacere nell’ammirarli.
Nata a Rouen nel 1938,
bellissima cittadina nel nord della Francia,
si trasferisce successivamente a Parigi.